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Ogni individuo sia valorizzato in quanto persona e non per quello che produce

mercoledì 14 dicembre 2011

QUATTRO MESI SENZA FRANCESCO AZZARA’

FRANCESCO LIBERO
COMITATO PER LA LIBERAZIONE DI FRANCESCO AZZARÀ
info@francescolibero.it / ufficiostampa@francescolibero.it
Gruppo Facebook “FRANCESCO LIBERO”

COMUNICATO STAMPA

QUATTRO MESI SENZA FRANCESCO AZZARA’

“Ci penso da lontano e ogni volta è come avvicinarti un pò”, parole tratte dall'ultimo singolo cantato da Fiorella Mannoia, Io non ho paura, che facciamo nostre per ribadire che non abbiamo mai smesso di pensare a Francesco, di sperare nella sua liberazione, di essere convinti che tornerà a chiacchierare con noi.
Oggi, a quattro mesi dal suo sequestro, vogliamo annunciare che siamo tutti impegnati ad organizzare una grande manifestazione che si svolgerà a Motta San Giovanni l’ultima settimana di dicembre.
Abbiamo trascorso questi mesi nella speranza di poter riabbracciare il nostro amico, più volte abbiamo sentito di rilascio imminente, di problema risolto, di questione di giorni per poi dover ricominciare a contare le ore, i giorni e i mesi.
In questa iniziativa è nostra intenzione coinvolgere quanti, in questo interminabile periodo, hanno manifestato interesse per Francesco attraverso i social network, il web, le lettere, con la partecipazione alle nostre manifestazioni, la solidarietà espressa alla famiglia in qualsiasi forma, dalla più eclatante a quella più semplice e intima.
Inviteremo a Motta San Giovanni, che per un giorno vogliamo capitale di questa nostra Italia, tutte le autorità, tutti i soggetti che in questa vicenda hanno assunto un ruolo e ai quali chiederemo un impegno ancora maggiore, una partecipazione attiva, una manifestazione concreta dell’interesse per questo ragazzo, figlio di questa comunità che lo ha visto giocare, studiare, lavorare, impegnarsi per il sociale, realizzarsi nella vita. Dal Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, passando per il Ministro degli Esteri, l’Ambasciatore del Sudan in Italia, Emergency e tutte le istituzioni che adesso, oltre alla simbolica esposizione della gigantografia, vogliamo ancora più presenti, tutti saranno interpellati. Ognuno di loro sarà chiamato e sollecitato.
La nostra non vuole essere una manifestazione contro qualcuno, ma per qualcuno.
Non vogliamo quelle risposte che debbono essere date solo alla famiglia, ma vogliamo avvertire l’interesse per Francesco, vogliamo una dimostrazione che non è stato abbandonato, dimenticato, lasciato al suo destino. A Motta, quel giorno, vogliamo rivivere i momenti già vissuti durante la fiaccolata organizzata il 18 agosto. Vogliamo essere fonte di energia positiva per Francesco.
La prossima settimana convocheremo una conferenza stampa per presentare nel dettaglio il programma e annunciare quanti, tra quelli interpellati, hanno risposto alle nostre richieste, hanno sposato questa causa, hanno seriamente intenzione di ripartire da Motta San Giovanni per non fermarsi più se non ci saranno novità.
Si, ripartire per non fermarsi più!
Perché siamo pronti a proseguire questo nostro cammino, siamo pronti a spostarci anche su Roma se sarà necessario. Siamo pronti, senza indugio, ad urlare con tutta la voce che abbiamo che vogliamo Francesco LIBERO, e lo faremo fuori Palazzo del Quirinale, Palazzo Chigi, Palazzo della Farnesina, l’Ambasciata del Sudan e la sede di Emergency. Non saremo soli, saremo in molti, saremo tantissimi.

Motta San Giovanni, 14 dicembre 2011
Ufficio Stampa Comitato
 

lunedì 5 dicembre 2011

Giornata Internazionale del Volontariato:

Nuovi stili di vita per un nuovo modello di sviluppo

"Ci impegniamo a sensibilizzare tutti i cittadini anche attraverso nuovi stili di vita a costruire un nuovo modello di sviluppo, sociale, culturale ed economico", per questo serve un impegno concreto per "costruire una cultura del volontariato, e sperimentare solidarietà, fratellanza ed uguaglianza, in modo che il dono e la gratuità ed i valori ad essa connessi divengano bene comune e fondamento della nostra vita sociale". È questo l'appello lanciato dalle organizzazioni di volontariato (Forum del Terzo Settore, ConVol, CSVnet e Consulta del volontariato presso il Forum) in occasione della Giornata internazionale che si è celebrata a Roma all'Auditorium Conciliazione alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il ministro del lavoro, Elsa Fornero.
Una giornata celebrativa del ruolo dell'azione volontaria dedicata alle 40 mila associazioni e ai 6 milioni di
volontari che ogni giorno operano per il bene comune. Il volontariato e il terzo Settore "chiedono con forza
alla politica - ha sottolineato Andrea Olivero, portavoce del Forum Terzo Settore - di aprire una stagione di vere riforme che garantiscano, insieme, il risanamento dello Stato, l'equità e la giustizia sociale. Se infatti è fondamentale la tenuta dei conti pubblici lo è anche quella della coesione sociale, vero patrimonio collettivo del Paese".
Olivero ha inoltre chiesto che "si presti particolare attenzione ai giovani, offrendo loro possibilità concrete di
vivere esperienze di solidarietà, anche attraverso il servizio civile volontario ed il volontariato internazionale,
strumenti preziosissimi che in questi anni paiono essere stati accantonati".
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, hanno ricordato le associazioni, "vogliamo ricordare a noi e a
tutti i cittadini che il volontariato è stato parte attiva nella costruzione della coscienza della comunità nazionale e delle comunità locali ed ha contribuito, con il proprio apporto originale, alla realizzazione di una solidarietà diffusa e partecipata, elemento imprescindibile di una buona democrazia".
"Operiamo in tutti i campi, nelle emergenze e nella quotidianità,- si legge infine nell'appello - per dare senso
alla nostra vita e speranza a quella degli altri, lavorando concretamente e ponendo istanze di cambiamento al Paese. Il nostro presente si chiama solidarietà, sussidiarietà e partecipazione civica".
 
 
In questa particolare giornata un pensiero va a tutti i volontari che attualmento sono privati della loro libertà.
Ci pare doveroso porre l'attenzione sul volontario di EMERGENCY FRANCESCO AZZARA rapito a Nyala. capitale del Sud Darfur il 14 agosto.
TUTTI I VOLONTARI DI INHOLTRE GRIDANO
LIBERATE FRANCESCO!!!!!!!!!!!!!!! 

venerdì 2 dicembre 2011

3 dicembre: Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

 

Pasquale Irto X InHoltre

Sabato 3 dicembre si celebra la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, dedicata al tema Insieme per un mondo migliore per tutti, includendo le persone con disabilità nello sviluppo.

«Sono passati trent’anni da quando l’ONU proclamava il 1981 Anno Internazionale delle Persone Disabili, dedicandolo al tema  Piena Partecipazione ed Uguaglianza – ha dichiarato nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon. – Da allora sono stati compiuti importanti passi avanti per quanto riguarda lo sviluppo di una sempre maggiore consapevolezza dei diritti delle persone con disabilità e il rafforzamento del quadro normativo internazionale volto alla realizzazione e al pieno rispetto degli stessi, andando dal Programma Mondiale d’Azione (1982) alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006)».
Istituita nel 1992, la Giornata Internazionale del 3 dicembre, ricordata in quasi tutti i Paesi con manifestazioni, conferenze ed eventi di vario tipo, rappresenta un’occasione irrinunciabile per riaffermare una volta di più questi diritti – ancora oggi molto spesso ignorati o calpestati -, sensibilizzare e attirare l’attenzione su temi quali le pari opportunità e il rispetto della dignità delle persone con disabilità e una migliore qualità della vita per queste ultime, ovunque nel mondo.
«Quest’anno – ha continuato il Segretario dell’ONU – la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità ci ricorda come un pieno sviluppo possa essere sostenibile solo quando è al contempo anche giusto, inclusivo e accessibile a tutti. Le persone con disabilità, quindi, devono far parte di ogni fase dei vari processi di sviluppo, da quella iniziale fino al monitoraggio e alle valutazioni finali».
In ambito europeo l’importante ricorrenza viene annualmente celebrata con la Giornata Europea delle Persone con Disabilità, promossa in particolare dalla Commissione Europea e dell’European Disability Forum (EDF). (C.N.)

mercoledì 30 novembre 2011

La Giornata internazionale dei diritti dei disabili a Roma

Programmata per il 3 dicembre prossimo in piazza del Colosseo, è organizzata dal Comitato per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi. "Perché l'equità sociale non sia solo parole ma azioni concrete"

ROMA - Una giornata di mobilitazione nazionale per denunciare tutto quello che nel nostro Paese, nell'ambito della tutela dei diritti delle persone con disabilità, proprio non va. Una scelta mirata, quella di richiamare l'attenzione a pochi giorni dalla nascita del neo insediato governo nazionale sulle gravi mancanze e inefficienze che rendono la vita impossibile alle persone con disabilità e ai loro familiari e di farlo in occasione della giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità. Sono queste le motivazioni di un incontro che di formale non ha proprio nulla, animato com'è, dal desiderio di denuncia di tutte le disuguaglianze di cui sono vittime le persone disabili. È la giornata organizzata dal Comitato per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi, prevista per il prossimo sabato 3 dicembre a Roma in piazza del Colosseo.
Il focus è sulla mancata equità sociale nel nostro Paese e, a farne le spese, sono sempre le persone più fragili. Per questo il Comitato ha stilato un lungo elenco delle emergenze, non più rinviabili: dal prepensionamento dei familiari dei disabili, perché sottoposti ad un lavoro di cura usurante (Il Comitato si batte da molti anni per ottenere questo) al "finanziare il Fondo Nazionale per la non autosufficienza azzerato nel 2011, formare e collocare nelle scuole insegnanti di sostegno e assistenti in numero adeguato, permettere alle famiglie di gestire autonomamente l'acquisto degli ausili, formare professionalmente e retribuire dignitosamente gli operatori-assistenti, consentire l'accesso ai servizi in modo omogeneo, pagare sempre e in tempi ragionevoli le strutture convenzionate, permettere al disabile e alla sua famiglia di scegliere tra assistenza diretta e assegno di cura, stabilire risposte proporzionate al livello di disabilità e alle esigenze conseguenti, favorire e supportare la domiciliarità familiare, offrire la dignità di un'occupazione a chi può lavorare, combattere concretamente - ma con buon senso - abusi, corruzione, connivenze e sprechi che erodono le risorse per la disabilità".

Tratto da SuperAbile

lunedì 28 novembre 2011

"IL FUTURO DEL VOLONTARIATO" SECONDO...I VOLONTARI

Sono circa un milione e centoventicinquemila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre trentacinquemila associazioni, secondo i dati della Quarta rivelazione Fivol (Fondazione Italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell'esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno fino ad ora aveva chiesto loro un'opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti.
A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione "E. Zancan" onlus di Padova, che ha promosso la prima ricerca nazionale che ha coinvolto direttamente i volontari.
Lo studio, dal titolo "Il futuro del volontariato", è stato realizzato somministrando approfonditi questionati a 1424 persone, selezionate grazie a Csvnet, ai Centri servizio per il Volontariato e a numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione, rappresentative di tutto il territorio nazionale. Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscono una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l'assenza di collaborazione tra le associazioni, l'eccessivo carico burocratico e amministrativo, il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l'egoismo e infine i problemi nel coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto giovani. Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni e al contempo l'incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono il ruolo "politico" del volontariato. La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l'opinione che ci siano eccessivi 'lacci' burocratici posti dai soggetti finanziatori. Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le Istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l'attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le Istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità. Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l'identità del volontariato, la confusione dei ruoli e nei compiti e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle Istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone. Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti. Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Secondo i volontari i motivi principali stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione ad esperienze di gratuità e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche. Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo. Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita e la mancanza di un volontariato 'professionale' (cioè fatto da professionisti) all'interno del volontariato,  che ostacolano il passaggio dall'affermazione dei principi ad azioni efficaci. La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato, mantenendo saldo il contenuto che qualifica l'azione, ovvero la relazione tra persone.

giovedì 24 novembre 2011

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITA'

Anche nel 2011 si terrà la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, prevista per il prossimo 3 dicembre. La Giornata sarà focalizzata sul tema generale "Tutti insieme per un mondo migliore: includendo le persone con disabilità".

Obiettivi prioritari della Giornata sono:
- Coinvolgere: offrire opportunità di partecipazione all'interno di tutte le comunità interessate (istituzioni governative, non governative, settore privato) per implementare norme e standard specifici per l'inclusione delle persone con disabilità
- Organizzare: forum, discussioni pubbliche, campagne di informazione in sostegno alla Giornata, che siano focalizzate sui temi della disabilità e sulle risorse di cui le persone con disabilità sono portatrici per il bene dell'intera comunità
- Celebrare: pianificare e realizzare eventi culturali, spettacoli, manifestazioni sportive per dimostrare il contributo delle persone con disabilità alla vita sociale, le loro aspirazioni, abilità e interessi.
- Agire: avviare e portare avanti azioni concrete per implementare norme internazionali, nazionali e locali a favore delle persone con disabilità, per fare pressione sulle istituzioni con potere legislativo al fine di adeguare la legislazione nazionale alla Convenzione internazionale, per promuovere a tutti i livelli la partecipazione delle persone con disabilità ai processi decisionali e allo sviluppo sociale ed economico su una base di equità. In questo ambito uno ruolo particolarmente importante dovrà essere ricoperto dai mass media, non solo in occasione della Giornata ma costantemente, per promuovere un cambiamento di mentalità a tutti i livelli della società, in favore del pieno riconoscimento dei diritti e delle risorse delle persone con disabilità.
L'Assemblea Generale dell'ONU in una recente risoluzione (65/186) ha stabilito che nel 2012 dovrà tenersi un Congresso mondiale di alto livello sulla disabilità che dovrà dare ulteriore impulso agli sforzi per l'inclusione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti dello sviluppo.
Un altro strumento importante di cui si è dotata di recente la comunità internazionale è il Rapporto mondiale sulla disabilità dell'OMS, frutto di un lungo lavoro di raccolta dati, che dimostra quanto la disabilità incide sulla salute e sull'esercizio effettivo dei diritti politici e sociali soprattutto nelle aree più povere del mondo e in particolare nei gruppi più vulnerabili: donne, bambini, anziani, persone in condizioni di grave povertà economica.
All'interno del tema dell'inclusione la Giornata internazionale delle persone con disabilità 2011 si concentrerà su cinque sotto-temi:
1) Inclusione della prospettiva della disabilità in tutti i processi dello sviluppo - Le persone con disabilità sono il 15 per cento della popolazione mondiale. Un quarto della popolazione mondiale è coinvolto dai problemi relativi alla disabilità o direttamente o indirettamente come care-giver o familiare di persone con disabilità. L'inclusione delle persone con disabilità e delle loro associazioni nei processi di sviluppo è essenziale per l'efficacia degli stessi processi. L'esperienza dimostra che quando le persone con disabilità hanno pieno accesso ai loro diritti e possono partecipare al processo di sviluppo, l'intera comunità ne riceve un beneficio poiché il loro coinvolgimento crea opportunità per tutti - con o senza disabilità. La Convenzione su diritti delle persone con disabilità, che è sia un trattato sui diritti umani sia uno strumento per lo sviluppo, fornisce una opportunità per rafforzare le politiche dello sviluppo relative all'implementazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Il principale limite degli MDG (Millennium Development Goals) appare infatti la mancanza in essi di riferimenti diretti alla disabilità. Perciò la comunità internazionale deve urgentemente agire per includere la disabilità in tutte le azioni finalizzate al raggiungimento degli MDG. Ciò richiede una revisione profonda di tutti i programmi orientati agli MDG, sia quelli già in corso sia quelli previsti per il futuro.
2) Inclusione delle donne con disabilità nello sviluppo - Le donne con disabilità incontrano più ostacoli, sia nella sfera pubblica che in quella privata, nell'accesso a condizioni di vita dignitose, salute, istruzione, formazione e impiego, e hanno più probabilità di essere istituzionalizzate. Inoltre, affrontano disuguaglianze sul posto di lavoro, nel trattamento retributivo, nell'accesso alla formazione professionale, al credito e alle risorse produttive. Le donne con disabilità subiscono una doppia discriminazione, che le espone a un più alto rischio di violenza di genere, abuso sessuale, maltrattamento e sfruttamento. Il tasso di alfabetizzazione delle donne con disabilità è pari all'uno per cento ed ogni minuto più di 30 donne nel mondo sono ferite o rese disabili da incidenti sul lavoro.
3) Inclusione di bambini e giovani con disabilità nello sviluppo - I bambini con disabilità e le loro famiglie affrontano ancora barriere enormi all'inclusione e all'accesso ai diritti fondamentali. Le loro abilità sono trascurate o sottostimate e i loro bisogni non ricevono attenzione. Queste barriere sono causate dall'ambiente in cui vivono più che dalla disabilità in se stessa. L'inclusione dei bambini con disabilità è una questione di giustizia sociale e un investimento sul futuro della società.
4) Accessibilità e rimozione delle barriere - L'accessibilità è la prima condizione per l'inclusione. Essa include non solo l'eliminazione di tutte le barriere culturali, fisiche, architettoniche, informative e tecnologiche che limitano l'accesso delle persone con disabilità a tutti gli aspetti della vita sociale, ma anche la promozione di norme e prassi politiche e sociali che rendano l'accessibilità un requisito fondamentale di ogni luogo, ambiente, strumento, servizio a disposizione della comunità, in tutti i paesi del mondo.
5) Promozione di raccolta dati e statistiche sulla disabilità- L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha più volte posto l'accento sull'importanza di fornire dati e statistiche sulla disabilità, per poter comparare costantemente i dati a livello nazionale e globale al fine di razionalizzare e rendere efficienti le leggi, le politiche, la pianificazione, la valutazione dal punto di vista della disabilità.
Fonte: Aifo

domenica 13 novembre 2011

"TUTTI INSIEME PER UN MONDO MIGLIORE". ASPETTANDO LA GIORNATA INTERNAZIONALE

Coinvolgimento delle persone disabili nei processi di sviluppo, sessualità, inclusione dei giovani e bambini disabili, accessibilità e promozione della raccolta dati e di statistiche sulla disabilità: sono alcune delle tematiche che saranno affrontate il prossimo 3 dicembre, Giornata nazionale delle persone disabili

ROMA - "Tutti insieme per un mondo migliore: includendo le persone con disabilità": sarà questo il tema generale della Giornata internazionale delle persone con disabilità, in programma per il prossimo 3 dicembre. Tra gli argomenti che saranno posti sotto i riflettori, il coinvolgimento dei disabili nei processi di sviluppo, le donne disabili e il sesso, l'inclusione dei giovani e bambini disabili, l'accessibilità e la promozione della raccolta dati e di statistiche sulla disabilità. All'iniziativa prenderanno parte tutte i principali soggetti del mondo politico e sociale, a livello nazionale e internazionale: governi, Nazioni unite, società civile e organizzazioni che si occupano di persone con disabilità. La giornata sarà scandita da dibattiti, campagne di informazioni e spettacoli, che avranno lo scopo di porre le basi di una "società per tutti". Oggi le persone disabili rappresentano circa il 10% della popolazione mondiale: l'80% di queste vive in paesi in via di sviluppo. Se si contano anche tutte le persone che vivono la disabilità indirettamente (familiari, badanti ecc.), si conclude che un quarto della popolazione mondiale è interessata a queste tematiche. La ricorrenza sarà anche l'occasione per ricordare e rilanciare la "Convenzione sui diritti delle persone con disabilità", uno strumento di sviluppo capace di rafforzare le politiche di integrazione legate alla realizzazione di obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale. In particolare, l'Assemblea Generale, nella sua più recente risoluzione 65/186, si propone di convocare una riunione ad alto livello sulla disabilità nel 2012, con lo scopo di assicurare l'inclusione delle persone con disabilità. Tutte le realtà, locali e non, che hanno intenzione di partecipare alla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità attraverso un'idea innovativa, che magari coinvolga altre parti interessate come le istituzioni, una Ong / Dpo o una comunità, potrà presentare la propria iniziativa all'indirizzo enable@un.org.
Tratto da SuperAbile INAIL

giovedì 27 ottobre 2011

La preghiera del disabile indignato

di FLAVIA AMABILE -

E' una lettera dura, questa, un Padre Nostro violento ma comprensibile, perché recitato da chi ha un disabile grave in famiglia. Come chi è  sceso in piazza sabato scorso.

Padre Nostro che sei nei cieli, oggi ti prego perché Tu voglia inviare ad alcune persone una Tua speciale benedizione. Ti prego Padre, manda a coloro che ci governano un figlio o un nipote gravemente disabile, fai scoprire loro il sacrificio di una dedizione totale, 24 ore al giorno e per 365 giorni l’anno, senza riposo ne’ interruzioni. Permetti loro di scoprire l’amore incondizionato necessario per cambiare pannoloni maleodoranti, asciugare saliva, lavare, accudire, inserire cateteri, imboccare, somministrare medicine, gestire le emergenze di crisi epilettiche, aggressività, autolesionismo, notti insonni.
Padre Nostro, fai scoprire loro che c’è un’alternativa alle orge e ai festini, che si può “fare l’Amore” rubando il tempo a quei pochi minuti durante i quali il tuo caro finalmente dorme. Fai scoprire loro il dolce sapore di un pasto consumato in piedi e di corsa perché tuo figlio reclama la tua attenzione. Fai scoprire loro cosa significa alzarsi alle quattro del mattino per organizzare una giornata senza plauso, senza portaborse e donnine o maschietti compiacenti e adoranti davanti al potere e alla popolarità. Fai scoprire loro la necessità di mediare con i tuoi vicini che non sopportano più le urla e i pianti notturni, o con i colleghi che ti considerano un parassita quando sei costretto a mancare un giorno dal lavoro.
Fai scoprire loro la burocrazia che ti costringe ad utilizzare il tempo che vorresti dedicare a chi ami, in lunghe file davanti a sportelli e in uffici pubblici per ottenere qualcosa che dovresti avere per diritto. Fai scoprire loro perché ai nostri figli occorre una scuola attenta con programmi mirati ed assistenza. Fai scoprire loro cosa significa vivere con poche centinaia di euro al mese ed essere costretti a contrattare i prezzi anche sulle bancarelle da un euro al pezzo. Fai scoprire loro la gioia dei viaggi ai quali si è costretti per le cure necessarie perché la tua Regione non riconosce il diritto, o le motivazioni che ti fanno impallidire davanti alla mancanza di fondi mentre il tuo Paese finanzia le guerre. Fai scoprire loro cosa vuol dire essere malati e non potersi curare per dare priorità alla persona che ami e che non può fare a meno di te, o il tormento di un futuro nebuloso ed angosciante accompagnato da un’unica domanda: “con chi lo lascerò?” Fai scoprire loro il desiderio imperante di fuga e di suicidio che incombe su tutti noi, frenato solo dall’amore per i nostri cari. Fai ricordare loro, attraverso l’esperienza, il servizio che la politica dovrebbe offrire ai cittadini e quindi il motivo per il quale detengono la loro carica. Fai scoprire loro la profondità della nostra Costituzione, sulla quale hanno giurato.
E infine, Padre Nostro, ti prego di inviare questa speciale benedizione anche ai giornalisti che si ergono a paladini contro le ingiustizie ma che ignorano le nostre situazioni rendendoci invisibili, contrariamente alla missione alla quale dovrebbero essersi votati.
SIGNORE, MANDA LORO UN FAMILIARE GRAVEMENTE DISABILE!
Amen
 
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.lastampa.it