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Ogni individuo sia valorizzato in quanto persona e non per quello che produce

giovedì 16 giugno 2011

Nuovo record per Roberta Cogliandro ai campionati italiani di Bari

Roberta Cogliandro è la nuova Campionessa Italiana dei 50 m stile libero in vasca lunga. Dopo l’oro e il record ai Campionati Invernali (vasca da 25 m), Roberta si conferma la più forte della sua categoria anche ai Campionati Italiani Estivi FINP di Bari, fermando il cronometro a 40” 24, tempo che vale il record Italiano assoluto. Quella dei 50 stile rimane la sua gara, quella in cui  riesce a dare il massimo nella breve distanza, quella in cui si esprime al meglio, ma Roberta si è fatta valere anche nei 100 stile con un argento e il record di categoria 1′31”33 contendendo la vittoria alla campionessa mondiale Arianna Talamona, e con l’argento nei 100 dorso. La trasferta di Bari ha regalato altre belle soddisfazioni anche ad Anna Barbaro, atleta reggina che gareggia per la società sportiva Con Noi di Reggio Calabria,  che ha conquistato due argenti nei 50 stile libero e nei 100 rana, ed un bronzo nei 100 stile libero. Anche Anna si conferma dopo il promettente esordio ai Campionati Invernali di Napoli, e la squadra reggina allenata dai tecnici Giuseppe Laface e Cristina Carresi continua a crescere, ritagliandosi, a suon di bracciate, un ruolo di assoluta protagonista nel panorama italiano del nuoto paralimpico. La gioia della vittoria premia la tenacia. Questi ragazzi, nonostante le difficoltà, finanziare, logistiche, e i limiti culturali di una società ancora troppo distratta, continuano a combattere e a vincere, diventando ogni giorno di più un esempio di orgoglio e determinazione di cui essere fieri.

Tratto da Nuovi Rumori

lunedì 13 giugno 2011

Una giornata a Pentidattilo

La domenica appena trascorsa è stata una giornata speciale per la grande famiglia di InHoltre. I volontari, gli amici disabili, le loro famiglie e simpatizzanti dell’associazione, infatti, hanno effettuato una visita alla meravigliosa Pentidattilo e successivamente pranzato in un vicino agriturismo. Una giornata speciale, dunque, perché contraddistintasi per uno splendido clima di festa che ha rafforzato i già forti legami di amicizia e stima interno ad InHoltre. Più di sessanta persone sono state le protagoniste di una passeggiata all’interno del caratteristico borgo arroccato sulla celeberrima rupe, immerso in atmosfera colma di storia antica e affacciato sullo splendido panorama del basso Ionio reggino. E di un gustoso e divertente banchetto.
InHoltre ha scelto di far scoprire al proprio gruppo questa straordinaria realtà della nostra provincia, sia in un’ottica di crescita culturale personale, sia per lanciare un messaggio di positività. Il banchetto, come d’altronde l’escursione, è stata un’ulteriore occasione di socialità per le diverse componenti di InHoltre, ma, a differenza di quelle frequenti vissute a Lazzaro e dintorni, si è avuta nella fantastica cornice di Pentidattilo. Dopo questa bellissima giornata, l’attività di InHoltre va avanti: si stanno gettando le basi per l’ormai tradizionale “Serata della solidarietà”, evento estivo lazzarese giunto con la prossima alla settima edizione. In attesa di questo evento, ai volontari non resta che continuare ad operare con il solito impegno, ma con una carica in più data dalla bellissima giornata trascorsa insieme ai componenti della grande famiglia di InHoltre.

Associazione InHoltre

mercoledì 8 giugno 2011

Reggio Calabria: il Terzo Settore si riunisce in assemblea

Sono oltre 100 le organizzazioni del Terzo settore e del volontariato, provenienti da tutta la provincia, che hanno sottoscritto il Documento Base del Coordinamento provinciale e che sabato 11 giugno alle ore 10,00 si ritroveranno nei locali dell’Accademia delle Belle Arti per l’Assemblea Costituente che rappresenterà l’avvio ufficiale di un percorso finalmente unitario per le  tantissime realtà dell’associazionismo e della cooperazione che arricchiscono con la loro presenza il territorio reggino.
Un momento importante quello di sabato prossimo, che si pone come conseguenza di un cammino che dallo scorso 13 novembre, giorno della grande manifestazione “Nei diritti di ognuno il futuro di un’intera comunità” che ha portato in strada oltre 1000 persone appartenenti al mondo del terzo settore, è proseguito senza soste sino a giungere alla strutturazione di un Coordinamento stabile, ad un’assunzione di responsabilità collettiva nel rispetto degli impegni assunti in piazza davanti alla cittadinanza.
Un movimento che si vuole porre quale novità positiva in un momento storico particolarmente difficile per il nostro paese ed in particolare per il meridione.
Si tratta di ribadire, con forza, che il mondo dell’associazionismo e della cooperazione non intende assistere silente alla destrutturazione dello stato sociale, allo svilimento delle politiche di welfare, alla scientifica distruzione del territorio.
Sui beni comuni e sui diritti di cittadinanza si intendono costruire larghe e condivise intese che consentano una reale attività di tutela in favore di tutti i cittadini, con particolare riguardo ai più fragili e deboli, ripudiando logiche di spartizione settoriale o di auto promozione, proponendosi quale interlocutore serio, responsabile ed unitario, nei confronti dei decisori politici.
Questi in sintesi i motivi della costituzione del Coordinamento che saranno ulteriormente approfonditi e condivisi durante l’Assemblea, occasione utile anche a definire le priorità di intervento e le modalità organizzative attraverso le quali il movimento spiegherà la propria azione sul territorio.
Un invito alla partecipazione che si estende, oltre a chi ha già aderito, a tutte le altre organizzazioni del Terzo Settore della provincia che vorranno condividere  i principi ed i valori  fondanti del documento base, divenendo protagoniste, insieme agli altri, di un percorso finalmente unitario.

08/06/2011
Il portavoce del coordinamento
Avv. Luciano Squillaci

domenica 5 giugno 2011

Caso Marletta. Il Centro di bioetica della Cattolica: "L'assistenza è indice di civiltà

Nota del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: "Fondamentale dare ascolto alla disperazione e alla richiesta di aiuto" della moglie dell'uomo. Per la Cattolica il fatto che sia necessario ricorrere a drammatici appelli pubblici per ottenere assistenza "è indice di un progressivo deteriorarsi del tessuto etico del nostro paese" 

MILANO - "Questo caso fa riflettere: sono molteplici i problemi di giustizia posti dalla signora che ci interpellano e non ci possono lasciare indifferenti, a cominciare dall'accertamento delle responsabilità di fronte all'accaduto". Così il Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in merito alla vicenda di Giuseppe Marletta, l'uomo che un anno fa, a seguito di un banale intervento di odontoiatria, è entrato in coma. Di fronte all'impossibilità di  sostenere economicamente il peso dell'assistenza, peraltro anche poco qualificata, la moglie minaccia ora, provocatoriamente, di richiedere la sospensione di ogni trattamento, denunciando un caso di malasanità e di totale abbandono da parte dello Stato.

"Il Centro di Ateneo di Bioetica - afferma una nota - ritiene fondamentale dare ascolto alla disperazione e alla richiesta di aiuto della signora, che lamenta l'ipocrisia di uno Stato che si dichiara a favore della vita ma di fatto abbandona le famiglie e i cittadini: la malasanità non è solo il frutto degli errori medici, ma anche di una cattiva allocazione delle risorse, dell'incuria e dell'abbandono". "Le carte dei diritti dei malati e delle famiglie - si continua - sono sempre più dei diritti di carta in un paese in cui la politica si occupa sempre meno del benessere reale dei suoi cittadini".
"Il fatto che sia necessario ricorrere a drammatici appelli pubblici per ottenere ascolto, giustizia e assistenza qualificata è indice - afferma il Centro di bioetica della Cattolica - di un progressivo deteriorarsi del tessuto etico del nostro paese e del lacerarsi delle funzioni stesse delle istituzioni: la risposta è una battaglia in primo luogo di legalità e di equità che metta a tema l'assistenza come una delle voci fondamentali della nostra civiltà". "Ci auguriamo - è la conclusione - che di fronte a questo nuovo caso si cominci a pensare realmente al sostegno delle famiglie e alla qualificazione dell'assistenza: la via breve non può essere nessuna forma di eutanasia, ma un'assistenza adeguata e solidale".
(4 giugno 2011)
Tratto da SuperAbile

In coma dopo un intervento. La moglie pronta a sospendere il nutrimento artificiale

Un banale intervento ai denti lo ha fatto entrare in coma irreversibile. È accaduto un anno fa ad un architetto di 42 anni nel catanese un anno. La moglie oggi protesta davanti all'ospedale "Garibaldi", dov'è iniziato il calvario, e si dice pronta a sospendere il nutrimento artificiale se lo Stato non si prenderà cura di lui e non sarà fatta giustizia. "Non attenderò che mio marito soffra per 20 anni senza speranza e senza giustizia"
CATANIA - Giuseppe Marletta ha 42 anni, fino al 1 giugno del 2010 era un brillante architetto e padre di due figli piccoli. Esattamente un anno fa si è sottoposto ad un banale intervento di rimozione di punti dalla bocca ma qualcosa è andato storto. E' entrato in coma irreversibile e oggi è in "stato neurovegetativo persistente". La moglie Irene Sampognaro è pronta a chiedere la sospensione del nutrimento artificiale a suo marito se lo Stato non si prenderà cura di lui e se non sarà fatta giustizia. E' una storia dura quella dei coniugi Marletta, destinata ad essere ascoltata ancora a lungo dall'opinione pubblica. "Capisco Peppino Englaro solo oggi, perché solo quando si è dentro una situazione del genere si comprende l'enormità del dolore che provano i nostri cari e che noi proviamo per loro - spiega Irene, commossa, devastata e al contempo sostenuta da una rabbia incontenibile -. Non attenderò che mio marito soffra per una ventina di anni e oltre senza alcuna speranza, e senza giustizia. Le istituzioni hanno ucciso mio marito e le istituzioni dovranno trovare una soluzione, per poter consentire di sfruttare almeno un'ultima carta. E poi voglio verità. Che fine hanno fatto le indagini interne dell'ospedale? E a che punto è la magistratura? Se non succederà nulla intraprenderò la stessa strada di Peppino Englaro. Sono decisa".
Giuseppe Marletta non è quasi mai cosciente anche se pochi mesi fa ha dato dei segnali importanti di riconoscimento dei suoi cari. E' immobile, tracheotomizzato e aspirato ogni due ore circa ("Quando viene aspirato assume un'espressione di terrore - raccontano i parenti - è una sofferenza gravissima per lui"), nutrito col sondino, viene spostato dal letto alla sedia a rotelle e ha perso venti chili. Soffre e questo la scienza lo può dimostrare. Irene Sampognaro è un'insegnante e consegna ogni mese quasi la totalità del suo stipendio, circa mille euro, per mantenere il marito in una struttura specializzata a Catania. Ma poco prima il ricovero era stato effettuato in un centro di risveglio a Cefalù: "Oggi mio marito deve fare i conti con una piaga enorme, di circa 10 cm di grandezza, che gli lascia scoperto l'osso sacro. L'ha sviluppata proprio a Cefalù, ma noi non ne sapevamo nulla. A causa di questa ferita al momento non sarebbe possibile portarlo in Israele, per provare la cura del medico Vitali Vassiliev. Ma è lo Stato che dovrebbe aiutarmi in questa eventuale impresa, costosissima e difficile". Il ministero della Sanità è stato contattato più volte, anche tramite il sottosegretario alla Salute Roccella, ma ha comunicato di non poter partecipare ai costi. Oggi, ad un anno di distanza dalla tragedia, Irene Sampognaro accompagnata dai suoi cari ha protestato davanti l'ingresso dell'ospedale "Garibaldi" di Catania, nel quartiere Nesima.
(Rosa Maria Di Natale)
(1 giugno 2011)
Tratto da SuperAbile

lunedì 30 maggio 2011

Danza sportiva: dalla Cina in Italia 110 attori disabili "Artisti di pace dell'Unesco"

È la China Disabled People's Performing Art Troupe e il Congresso mondiale dei disabili li ha definiti "ambasciatori dell'immagine di 600 milioni di disabili del mondo e fiaccola della speciale arte umana". La compagnia si esibirà a Roma il prossimo 30 maggio nella cornice del Teatro Argentina

ROMA - Un giovanissimo gruppo di artisti disabili ha aperto ufficialmente la nona edizione del Mondiale di danza moderna e sport, il World Championschip of Modern Dance Sport, a Castiglioncello (Livorno) il 25 maggio (primo Festival di danza per disabili al quale partecipano oltre 500 ballerini). Si è trattato di un connubio tra la danza sportiva e la cultura cinese: infatti, per festeggiare il rientro in Italia di una tra le più importanti gare di danza a livello mondiale, l'International Dance Federation in collaborazione con l'ambasciata della Repubblica popolare cinese a Roma ha invitato una tra le compagnie teatrali più famose della Cina: i China Disabled People's Performing Art Troupe. Lunedì 30 maggio la compagnia cinese si esibirà a Roma presso il teatro Argentina alle ore 20.45.
Compagnia che da tempo pota nel mondo la propria arte, i China Disabled People's Performing Art Troupe sono stati insigniti dall'Onu del titolo di "Artisti di pace dell'Unesco", mentre il Congresso mondiale dei disabili li ha definiti "ambasciatori dell'immagine di 600 milioni di disabili del mondo e fiaccola della speciale arte umana". Spiegano gli organizzatori dell'evento: "La scelta di invitare la compagnia teatrale cinese al World Championschip of Modern Dance Sport è nata per festeggiare l'Anno culturale della Cina in Italia ma anche per rendere omaggio, con l'apertura di Castiglioncello, alla comunità cinese in Toscana, una tra le più numerose sul territorio italiano che è riuscita ad integrarsi perfettamente con le usanze locali e i suoi abitanti".
"I China Disabled People's Performing Art Troupe - spiegano ancora i promotori - coniugano perfettamente la danza e la cultura orientale valorizzando le capacità di ogni individuo indipendentemente dalle disabilità che può avere". La compagnia nasce nel 1987 grazie alla determinazione di 30 persone disabili che decidono di partecipare al Festival dell'arte cinese. Da lì una serie di successi che sono aumentati con il trascorrere degli anni. Oggi la compagnia si esibisce in tutto il mondo ed è composta da 110 attori disabili la cui età media è 20anni e da 37 membri dello staff che non superano i 30 anni. Sono tutti giovanissimi e dotati di grande volontà e perseveranza. Il presidente, il direttore artistico, i coreografi e gli arrangiatori della compagnia sono tutte persone con disabilità. Agli inizi degli anni Duemila il gruppo China Disabled People's Performing Art Troupe ha ideato e portato in scena lo spettacolo "My Dreams" grazie al quale a guadagnato riconoscimenti internazionali prestigiosi: l'Hollywood International Film Festival gli ha conferito il premio come miglior film d'arte mentre il Festival internazionale cinematografico di Grecia ha riconosciuto a My Dreams il premio per l'originalità e l'innovazione. Dopo la tappa in Italia i China Disabled People's Performing Art Troupe porteranno la loro arte e il loro messaggio in giro per l'Europa e in Medio Oriente.
(29 maggio 2011)

lunedì 23 maggio 2011

"PERSONE CON DISABILITÀ ABBANDONATE DALLO STATO": ANFFAS PROCLAMA LO STATO DI CRISI

La mobilitazione a livello nazionale. Il presidente Speziale denuncia: "Famiglie sole, servizi sempre più scarsi, diritti negati, attacchi mediatici: la condizione dei disabili peggiora costantemente". Fra le richieste indirizzate al governo il ripristino dei fondi delle politiche sociali e della non autosufficienza e la definizione di Lea e Leps, i livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni sociali
persone disposta a formare il simbolo della disabilità
ROMA - "Le persone con disabilità e le loro famiglie sono state lasciate sole dallo Stato e dalle istituzioni e sono ora in una condizione critica". La denuncia è dell'Anffas, che proclama ufficialmente lo "stato di crisi nazionale" sulle politiche per le persone con disabilità e loro famiglie in Italia, e si prepara ad istituire unità di crisi a livello nazionale, regionale e locale: stato di mobilitazione, dunque, al quale sono chiamati a partecipare le persone con disabilità, le famiglie socie, insieme a operatori, volontari e cittadini. La decisione è stata presa nel corso dell'assemblea annuale dell'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intelletiva e/o relazionale, svoltasi a Rapallo il 14 e 15 maggio scorsi.
"A due anni di distanza dalla ratifica italiana della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità - spiega il presidente nazionale Roberto Speziale - possiamo affermare che la situazione non è affatto migliorata ma, anzi, sta continuando a peggiorare costantemente: le persone con disabilità e le loro famiglie sono state lasciate sole dallo Stato e dalle Istituzioni e sono ora in una condizione critica, con a rischio l'esigibilità dei propri diritti e servizi sempre più scarsi e più costosi a livello di compartecipazione, senza contare i numerosi attacchi mediatici che hanno dovuto e devono fronteggiare quotidianamente".
La mozione approvata pone in evidenza alcune questioni, chiedendo anzitutto il ripristino delle risorse a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, a partire dal Fondo nazionale sulle politiche sociali e dal Fondo nazionale sulla non autosufficienza. Viene chiesta anche la revisione dei livelli essenziali sanitari e sociosanitari fissati nel 2001 e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, oltre alla predisposizione di indicazioni programmatiche pluriennali in materia di politiche rivolte alle persone con disabilità. L'Anffas pone anche il problema della omogenizzazione a livello nazionale dei criteri di compartecipazione al costo dei servizi nel rispetto del principio dell'evidenziazione della situazione economica del solo assistito e del contributo economico simbolico e sostenibile. Ancora, l'associazione chiede la revisione del sistema degli accertamenti dell'invalidità civile, stato di handicap e disabilità come previsto dall'art. 24 della legge 328/00 e la rivisitazione del piano straordinario delle visite con la consultazione delle associazioni al fine di individuare le strategie per migliorare il sistema. Infine, viene chiesto il ripristino dei pagamenti delle prestazioni senza alcun ritardo per la gestione dei servizi e una nuova convocazione dell'Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (istituito con L. 18/09 e convocato ad oggi una sola volta nel dicembre 2010).
L'Anffas mette in rilievo numerosi fatti e episodi preoccupanti, dalle campagne denigratorie mediatiche e politiche ai tagli ai fondi per le politiche sociali, la non autosufficienza e la famiglia, dalla mancata ridefinzione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) alla mancata definizione dei Leps (Livelli essenziali delle prestazioni sociali): "Si sta innescando - afferma ancora Speziale - un processo che vede schiacciare la dignità di persone e famiglie che dovrebbero invece essere supportate maggiormente, e per questo dichiariamo lo stato di crisi, auspicando un riscontro positivo". In ogni caso, puntualizza Speziale - "siamo pronti ad una grande mobilitazione e a manifestare pubblicamente per portare avanti i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie". 
(19 maggio 2011)
Tratto da SuperAbile

domenica 8 maggio 2011

"Addio alla carrozzina". Monique van der Vorst racconta la sua vittoria più grande.

La ciclista è stata sulla sedia a rotelle per 12 anni, ma lo scorso novembre è tornata camminare. In questi giorni l'atleta è nelle Marche, invitata dal Panathlon International club di Senigallia. "Avevo smesso di credere che un giorno sarei tornata a camminare con le mie gambe. Ora sogno le Olimpiadi a Rio de Janeiro nel 2016"
SENIGALLIA - "Per tre anni ho sperato e lavorato tanto per alzarmi dalla carrozzina, ma non ho avuto successo. Avevo smesso di credere che un giorno sarei tornata a camminare con le mie gambe. Ora, invece, sogno tante cose, soprattutto desidero andare alle Olimpiadi a Rio de Janeiro nel 2016". A parlare così è Monique van der Vorst, l'atleta e campionessa paraolimpionica tornata a camminare lo scorso novembre con le proprie gambe, dopo essere stata in carrozzina per circa 12 anni. In questi giorni, la ciclista è nelle Marche, invitata dal Panathlon International club di Senigallia con la collaborazione degli altri club della regione e del Comitato organizzatore della maratona Collemarathon Barchi - Fano.
"La sua vita ha un valore educativo che credo sia importante diffondere il più possibile, soprattutto tra i giovani che praticano sport" dice il Presidente del Panathlon senigalliese Paolo Pizzi. Ecco perché, in questa sua visita nelle Marche, Monique ha incontrato diverse scuole, come quelle di Fano, Pesaro e Senigallia ed è stata accolta dalle istituzioni, come dal Consiglio comunale di Cartoceto che la farà addirittura Ambasciatrice in Olanda dell'olio d'oliva di Cartoceto.
Non mancano, però, gli appuntamenti con lo sport. Ogni giorno, infatti, sono previste alcune ore di allenamento in vista della maratona Barchi - Fano che si svolgerà domenica. "Ieri Monique si è allenata facendo ben 80 chilometri in bicicletta in circa due ore e mezzo: davvero un buon risultato sottolinea il dottore Stefano Ripanti, membro del Panathlon club di Senigallia - ma domenica non potrà correre per tutta la maratona: Monique farà i primi 4 o 5 chilometri, poi circa 37 in bici e l'ultimo lo farà di nuovo di corsa, per giungere all'arrivo con gli altri partecipanti". Durante la gara, inoltre, Monique sarà accompagnata, come segno di vicinanza sportiva, dalla campionessa italiana di maratona Laura Giordano.
Classe 1982, Monique è nata nei Passi Bassi e all'età di 13 anni, mentre giocava ad hockey su prato ha avvertito dei dolori alle gambe. Ha dovuto subire così un'operazione che, però, l'ha portata a stare in carrozzina. "In questa nuova vita - ricorda Monique - pensavo solo a migliorare fisicamente e a ristabilirmi. A un certo punto, però, ho smesso di puntare a tornare a camminare e mi sono concentrata sul dovere andare avanti in questa situazione". E così ha continuato a praticare sport, raggiungendo traguardi d'alto livello come le due medaglie d'argento alle Paraolimpiadi di Pechino (2008) e il titolo ai campionati del mondo di triathlon per disabili alle Hawaii. L'anno scorso, durante degli allenamenti a Maiorca, è stata investita da una bici. In seguito all'operazione che ha dovuto subire, è tornata a camminare. "Ho sentito dei formicolii alle gambe - ricorda ancora Monique - prima una poi l'altra e per prima cosa ho chiamato i dottori e poi i miei genitori". Un risultato che ancora i medici non riescono a spiegarsi. "Da un punto di vista medico bisogna ricordare che Monique aveva un principio di sclerosi - spiega il dottor Ripanti - ed è quindi difficile capire come possa essere regredita questa malattia, tanto da permetterle di camminare".
Ora la vita di Monique è cambiata di nuovo: "Ho tutto e sento di volere ridare qualcosa indietro. Vorrei vincere tutto - dice ridendo - ma è un'emozione speciale trovarsi tra gli altri atleti, come è successo alla maratona di Roma, il 20 marzo. Stare lì mi dava ancora più coraggio". Domenica, dopo la Fano - Barchi, Monique ripartirà per i Paesi Bassi, dove studia. Naturalmente, Scienze motorie. E alla domanda se abbia visto delle differenze tra il suo paese e l'Italia in materia di barriere architettoniche, risponde: "Ancora non ho visto bene Senigallia o altre città, ma in Olanda ce ne sono sempre troppe".
Tratto da SuperAbile