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Ogni individuo sia valorizzato in quanto persona e non per quello che produce

mercoledì 30 novembre 2011

La Giornata internazionale dei diritti dei disabili a Roma

Programmata per il 3 dicembre prossimo in piazza del Colosseo, è organizzata dal Comitato per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi. "Perché l'equità sociale non sia solo parole ma azioni concrete"

ROMA - Una giornata di mobilitazione nazionale per denunciare tutto quello che nel nostro Paese, nell'ambito della tutela dei diritti delle persone con disabilità, proprio non va. Una scelta mirata, quella di richiamare l'attenzione a pochi giorni dalla nascita del neo insediato governo nazionale sulle gravi mancanze e inefficienze che rendono la vita impossibile alle persone con disabilità e ai loro familiari e di farlo in occasione della giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità. Sono queste le motivazioni di un incontro che di formale non ha proprio nulla, animato com'è, dal desiderio di denuncia di tutte le disuguaglianze di cui sono vittime le persone disabili. È la giornata organizzata dal Comitato per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi, prevista per il prossimo sabato 3 dicembre a Roma in piazza del Colosseo.
Il focus è sulla mancata equità sociale nel nostro Paese e, a farne le spese, sono sempre le persone più fragili. Per questo il Comitato ha stilato un lungo elenco delle emergenze, non più rinviabili: dal prepensionamento dei familiari dei disabili, perché sottoposti ad un lavoro di cura usurante (Il Comitato si batte da molti anni per ottenere questo) al "finanziare il Fondo Nazionale per la non autosufficienza azzerato nel 2011, formare e collocare nelle scuole insegnanti di sostegno e assistenti in numero adeguato, permettere alle famiglie di gestire autonomamente l'acquisto degli ausili, formare professionalmente e retribuire dignitosamente gli operatori-assistenti, consentire l'accesso ai servizi in modo omogeneo, pagare sempre e in tempi ragionevoli le strutture convenzionate, permettere al disabile e alla sua famiglia di scegliere tra assistenza diretta e assegno di cura, stabilire risposte proporzionate al livello di disabilità e alle esigenze conseguenti, favorire e supportare la domiciliarità familiare, offrire la dignità di un'occupazione a chi può lavorare, combattere concretamente - ma con buon senso - abusi, corruzione, connivenze e sprechi che erodono le risorse per la disabilità".

Tratto da SuperAbile

lunedì 28 novembre 2011

"IL FUTURO DEL VOLONTARIATO" SECONDO...I VOLONTARI

Sono circa un milione e centoventicinquemila i volontari attivi in Italia riuniti in oltre trentacinquemila associazioni, secondo i dati della Quarta rivelazione Fivol (Fondazione Italiana per il volontariato, anno 2006). Sono dunque fitte le fila dell'esercito pacifico di persone quotidianamente impegnate ad aiutare gli altri. Eppure le loro voci sono silenziose, inascoltate perché nessuno fino ad ora aveva chiesto loro un'opinione sulle attività che svolgono, su come vedono il futuro del volontariato, sui suoi pregi e difetti.
A colmare questa lacuna ci ha pensato la Fondazione "E. Zancan" onlus di Padova, che ha promosso la prima ricerca nazionale che ha coinvolto direttamente i volontari.
Lo studio, dal titolo "Il futuro del volontariato", è stato realizzato somministrando approfonditi questionati a 1424 persone, selezionate grazie a Csvnet, ai Centri servizio per il Volontariato e a numerose associazioni coinvolte direttamente dalla Fondazione, rappresentative di tutto il territorio nazionale. Nel complesso, la ricerca mette in luce come i volontari non percepiscono una crisi dei propri valori identitari: le motivazioni etiche, gli obiettivi di carattere comunitario, i valori di gratuità e solidarietà sono coltivati. Tuttavia, sono anche consapevoli che esistono numerose difficoltà nel portare avanti i loro valori. Tra queste, l'assenza di collaborazione tra le associazioni, l'eccessivo carico burocratico e amministrativo, il non facile rapporto con le istituzioni e la difficoltà nel diffondere la cultura della solidarietà in un mondo in cui prevale l'egoismo e infine i problemi nel coinvolgimento di nuovi volontari, soprattutto giovani. Nel dettaglio, la mancanza di lavoro di rete tra organizzazioni di volontariato è vista come un limite al ruolo anticipatore di risposte ai nuovi bisogni e al contempo l'incapacità di coordinarsi e di esprimere una rappresentanza unitaria sono considerati fattori che indeboliscono il ruolo "politico" del volontariato. La questione dei vincoli burocratici ritorna più volte: è diffusa infatti l'opinione che ci siano eccessivi 'lacci' burocratici posti dai soggetti finanziatori. Particolarmente complesso e contraddittorio risulta anche il rapporto con le Istituzioni: i volontari pensano infatti di essere in grado di orientare l'attenzione verso i più deboli, tuttavia non riescono a controllare e a stimolare le Istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità. Nel rapporto con gli enti pubblici, poi, i volontari denunciano la mancanza di rispetto per l'identità del volontariato, la confusione dei ruoli e nei compiti e il pericolo che il volontariato si sostituisca alle Istituzioni pubbliche nel garantire i servizi essenziali e i diritti delle persone. Emerge inoltre la difficoltà a promuovere momenti di programmazione e il rischio di essere strumentalizzati pur di ottenere finanziamenti. Traspare anche una certa consapevolezza del fatto che il volontariato non riesce a coinvolgere i giovani. Secondo i volontari i motivi principali stanno nel fatto che la scuola non promuove la partecipazione ad esperienze di gratuità e che i giovani sono indifferenti o rassegnati di fronte alle scelte politiche. Inoltre, la precarietà del lavoro è un fattore che non facilita forme di volontariato continuativo. Infine, i volontari denunciano, nel complesso, la mancanza di risorse economiche sufficienti per la loro azione gratuita e la mancanza di un volontariato 'professionale' (cioè fatto da professionisti) all'interno del volontariato,  che ostacolano il passaggio dall'affermazione dei principi ad azioni efficaci. La ricerca non considera solo i problemi, ma anche le potenzialità e le aree di investimento che possono favorire lo sviluppo del volontariato nei prossimi anni. Per quanto riguarda le priorità di investimento, i volontari segnalano in particolare la necessità di diffondere una cultura della solidarietà e della cittadinanza responsabile e di coinvolgere le nuove generazioni in attività di volontariato, mantenendo saldo il contenuto che qualifica l'azione, ovvero la relazione tra persone.

giovedì 24 novembre 2011

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITA'

Anche nel 2011 si terrà la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, prevista per il prossimo 3 dicembre. La Giornata sarà focalizzata sul tema generale "Tutti insieme per un mondo migliore: includendo le persone con disabilità".

Obiettivi prioritari della Giornata sono:
- Coinvolgere: offrire opportunità di partecipazione all'interno di tutte le comunità interessate (istituzioni governative, non governative, settore privato) per implementare norme e standard specifici per l'inclusione delle persone con disabilità
- Organizzare: forum, discussioni pubbliche, campagne di informazione in sostegno alla Giornata, che siano focalizzate sui temi della disabilità e sulle risorse di cui le persone con disabilità sono portatrici per il bene dell'intera comunità
- Celebrare: pianificare e realizzare eventi culturali, spettacoli, manifestazioni sportive per dimostrare il contributo delle persone con disabilità alla vita sociale, le loro aspirazioni, abilità e interessi.
- Agire: avviare e portare avanti azioni concrete per implementare norme internazionali, nazionali e locali a favore delle persone con disabilità, per fare pressione sulle istituzioni con potere legislativo al fine di adeguare la legislazione nazionale alla Convenzione internazionale, per promuovere a tutti i livelli la partecipazione delle persone con disabilità ai processi decisionali e allo sviluppo sociale ed economico su una base di equità. In questo ambito uno ruolo particolarmente importante dovrà essere ricoperto dai mass media, non solo in occasione della Giornata ma costantemente, per promuovere un cambiamento di mentalità a tutti i livelli della società, in favore del pieno riconoscimento dei diritti e delle risorse delle persone con disabilità.
L'Assemblea Generale dell'ONU in una recente risoluzione (65/186) ha stabilito che nel 2012 dovrà tenersi un Congresso mondiale di alto livello sulla disabilità che dovrà dare ulteriore impulso agli sforzi per l'inclusione delle persone con disabilità in tutti gli ambiti dello sviluppo.
Un altro strumento importante di cui si è dotata di recente la comunità internazionale è il Rapporto mondiale sulla disabilità dell'OMS, frutto di un lungo lavoro di raccolta dati, che dimostra quanto la disabilità incide sulla salute e sull'esercizio effettivo dei diritti politici e sociali soprattutto nelle aree più povere del mondo e in particolare nei gruppi più vulnerabili: donne, bambini, anziani, persone in condizioni di grave povertà economica.
All'interno del tema dell'inclusione la Giornata internazionale delle persone con disabilità 2011 si concentrerà su cinque sotto-temi:
1) Inclusione della prospettiva della disabilità in tutti i processi dello sviluppo - Le persone con disabilità sono il 15 per cento della popolazione mondiale. Un quarto della popolazione mondiale è coinvolto dai problemi relativi alla disabilità o direttamente o indirettamente come care-giver o familiare di persone con disabilità. L'inclusione delle persone con disabilità e delle loro associazioni nei processi di sviluppo è essenziale per l'efficacia degli stessi processi. L'esperienza dimostra che quando le persone con disabilità hanno pieno accesso ai loro diritti e possono partecipare al processo di sviluppo, l'intera comunità ne riceve un beneficio poiché il loro coinvolgimento crea opportunità per tutti - con o senza disabilità. La Convenzione su diritti delle persone con disabilità, che è sia un trattato sui diritti umani sia uno strumento per lo sviluppo, fornisce una opportunità per rafforzare le politiche dello sviluppo relative all'implementazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio. Il principale limite degli MDG (Millennium Development Goals) appare infatti la mancanza in essi di riferimenti diretti alla disabilità. Perciò la comunità internazionale deve urgentemente agire per includere la disabilità in tutte le azioni finalizzate al raggiungimento degli MDG. Ciò richiede una revisione profonda di tutti i programmi orientati agli MDG, sia quelli già in corso sia quelli previsti per il futuro.
2) Inclusione delle donne con disabilità nello sviluppo - Le donne con disabilità incontrano più ostacoli, sia nella sfera pubblica che in quella privata, nell'accesso a condizioni di vita dignitose, salute, istruzione, formazione e impiego, e hanno più probabilità di essere istituzionalizzate. Inoltre, affrontano disuguaglianze sul posto di lavoro, nel trattamento retributivo, nell'accesso alla formazione professionale, al credito e alle risorse produttive. Le donne con disabilità subiscono una doppia discriminazione, che le espone a un più alto rischio di violenza di genere, abuso sessuale, maltrattamento e sfruttamento. Il tasso di alfabetizzazione delle donne con disabilità è pari all'uno per cento ed ogni minuto più di 30 donne nel mondo sono ferite o rese disabili da incidenti sul lavoro.
3) Inclusione di bambini e giovani con disabilità nello sviluppo - I bambini con disabilità e le loro famiglie affrontano ancora barriere enormi all'inclusione e all'accesso ai diritti fondamentali. Le loro abilità sono trascurate o sottostimate e i loro bisogni non ricevono attenzione. Queste barriere sono causate dall'ambiente in cui vivono più che dalla disabilità in se stessa. L'inclusione dei bambini con disabilità è una questione di giustizia sociale e un investimento sul futuro della società.
4) Accessibilità e rimozione delle barriere - L'accessibilità è la prima condizione per l'inclusione. Essa include non solo l'eliminazione di tutte le barriere culturali, fisiche, architettoniche, informative e tecnologiche che limitano l'accesso delle persone con disabilità a tutti gli aspetti della vita sociale, ma anche la promozione di norme e prassi politiche e sociali che rendano l'accessibilità un requisito fondamentale di ogni luogo, ambiente, strumento, servizio a disposizione della comunità, in tutti i paesi del mondo.
5) Promozione di raccolta dati e statistiche sulla disabilità- L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha più volte posto l'accento sull'importanza di fornire dati e statistiche sulla disabilità, per poter comparare costantemente i dati a livello nazionale e globale al fine di razionalizzare e rendere efficienti le leggi, le politiche, la pianificazione, la valutazione dal punto di vista della disabilità.
Fonte: Aifo

domenica 13 novembre 2011

"TUTTI INSIEME PER UN MONDO MIGLIORE". ASPETTANDO LA GIORNATA INTERNAZIONALE

Coinvolgimento delle persone disabili nei processi di sviluppo, sessualità, inclusione dei giovani e bambini disabili, accessibilità e promozione della raccolta dati e di statistiche sulla disabilità: sono alcune delle tematiche che saranno affrontate il prossimo 3 dicembre, Giornata nazionale delle persone disabili

ROMA - "Tutti insieme per un mondo migliore: includendo le persone con disabilità": sarà questo il tema generale della Giornata internazionale delle persone con disabilità, in programma per il prossimo 3 dicembre. Tra gli argomenti che saranno posti sotto i riflettori, il coinvolgimento dei disabili nei processi di sviluppo, le donne disabili e il sesso, l'inclusione dei giovani e bambini disabili, l'accessibilità e la promozione della raccolta dati e di statistiche sulla disabilità. All'iniziativa prenderanno parte tutte i principali soggetti del mondo politico e sociale, a livello nazionale e internazionale: governi, Nazioni unite, società civile e organizzazioni che si occupano di persone con disabilità. La giornata sarà scandita da dibattiti, campagne di informazioni e spettacoli, che avranno lo scopo di porre le basi di una "società per tutti". Oggi le persone disabili rappresentano circa il 10% della popolazione mondiale: l'80% di queste vive in paesi in via di sviluppo. Se si contano anche tutte le persone che vivono la disabilità indirettamente (familiari, badanti ecc.), si conclude che un quarto della popolazione mondiale è interessata a queste tematiche. La ricorrenza sarà anche l'occasione per ricordare e rilanciare la "Convenzione sui diritti delle persone con disabilità", uno strumento di sviluppo capace di rafforzare le politiche di integrazione legate alla realizzazione di obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale. In particolare, l'Assemblea Generale, nella sua più recente risoluzione 65/186, si propone di convocare una riunione ad alto livello sulla disabilità nel 2012, con lo scopo di assicurare l'inclusione delle persone con disabilità. Tutte le realtà, locali e non, che hanno intenzione di partecipare alla Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità attraverso un'idea innovativa, che magari coinvolga altre parti interessate come le istituzioni, una Ong / Dpo o una comunità, potrà presentare la propria iniziativa all'indirizzo enable@un.org.
Tratto da SuperAbile INAIL

giovedì 27 ottobre 2011

La preghiera del disabile indignato

di FLAVIA AMABILE -

E' una lettera dura, questa, un Padre Nostro violento ma comprensibile, perché recitato da chi ha un disabile grave in famiglia. Come chi è  sceso in piazza sabato scorso.

Padre Nostro che sei nei cieli, oggi ti prego perché Tu voglia inviare ad alcune persone una Tua speciale benedizione. Ti prego Padre, manda a coloro che ci governano un figlio o un nipote gravemente disabile, fai scoprire loro il sacrificio di una dedizione totale, 24 ore al giorno e per 365 giorni l’anno, senza riposo ne’ interruzioni. Permetti loro di scoprire l’amore incondizionato necessario per cambiare pannoloni maleodoranti, asciugare saliva, lavare, accudire, inserire cateteri, imboccare, somministrare medicine, gestire le emergenze di crisi epilettiche, aggressività, autolesionismo, notti insonni.
Padre Nostro, fai scoprire loro che c’è un’alternativa alle orge e ai festini, che si può “fare l’Amore” rubando il tempo a quei pochi minuti durante i quali il tuo caro finalmente dorme. Fai scoprire loro il dolce sapore di un pasto consumato in piedi e di corsa perché tuo figlio reclama la tua attenzione. Fai scoprire loro cosa significa alzarsi alle quattro del mattino per organizzare una giornata senza plauso, senza portaborse e donnine o maschietti compiacenti e adoranti davanti al potere e alla popolarità. Fai scoprire loro la necessità di mediare con i tuoi vicini che non sopportano più le urla e i pianti notturni, o con i colleghi che ti considerano un parassita quando sei costretto a mancare un giorno dal lavoro.
Fai scoprire loro la burocrazia che ti costringe ad utilizzare il tempo che vorresti dedicare a chi ami, in lunghe file davanti a sportelli e in uffici pubblici per ottenere qualcosa che dovresti avere per diritto. Fai scoprire loro perché ai nostri figli occorre una scuola attenta con programmi mirati ed assistenza. Fai scoprire loro cosa significa vivere con poche centinaia di euro al mese ed essere costretti a contrattare i prezzi anche sulle bancarelle da un euro al pezzo. Fai scoprire loro la gioia dei viaggi ai quali si è costretti per le cure necessarie perché la tua Regione non riconosce il diritto, o le motivazioni che ti fanno impallidire davanti alla mancanza di fondi mentre il tuo Paese finanzia le guerre. Fai scoprire loro cosa vuol dire essere malati e non potersi curare per dare priorità alla persona che ami e che non può fare a meno di te, o il tormento di un futuro nebuloso ed angosciante accompagnato da un’unica domanda: “con chi lo lascerò?” Fai scoprire loro il desiderio imperante di fuga e di suicidio che incombe su tutti noi, frenato solo dall’amore per i nostri cari. Fai ricordare loro, attraverso l’esperienza, il servizio che la politica dovrebbe offrire ai cittadini e quindi il motivo per il quale detengono la loro carica. Fai scoprire loro la profondità della nostra Costituzione, sulla quale hanno giurato.
E infine, Padre Nostro, ti prego di inviare questa speciale benedizione anche ai giornalisti che si ergono a paladini contro le ingiustizie ma che ignorano le nostre situazioni rendendoci invisibili, contrariamente alla missione alla quale dovrebbero essersi votati.
SIGNORE, MANDA LORO UN FAMILIARE GRAVEMENTE DISABILE!
Amen
 
La versione integrale di questo articolo è presente sul sito http://www.lastampa.it

martedì 25 ottobre 2011

Convocazione assemblea 29 ottobre 2011

“COORDINAMENTO PROVINCIALE TERZO SETTORE”
Provincia di Reggio Calabria



Reggio Cal., lì 12.10.2011

Alle organizzazioni aderenti al
Coordinamento Provinciale del
Terzo Settore di Reggio Calabria




Oggetto: convocazione assemblea 29 ottobre 2011

Carissimi,
è convocata per il prossimo 29 ottobre 2011, dalle ore 9,30 alle ore 13,30, presso l’Accademia delle Belle Arti, Aula Magna “G. Marino”, via XX Luglio-Reggio Calabria,  l’Assemblea Generale del Coordinamento Provinciale del Terzo Settore di Reggio Calabria.
L’Assemblea sarà chiamata a discutere e deliberare sul seguenti punti all’ordine del giorno:
1) discussione ed approvazione del Patto Associativo;
2) elezione degli organi sociali
Alle ore 9,30 vi sarà l’accoglienza dei partecipanti e l’iscrizione all’assemblea, ed alle ore 10,00 inizieranno i lavori assembleari.
In attesa di incontravi tutti, invio cordiali saluti
                                                                                                              Il Portavoce provvisorio
                                                                                                                    Luciano Squillaci

domenica 16 ottobre 2011

UCCISE IL FIGLIO AUTISTICO, NAPOLITANO GLI CONCEDE LA GRAZIA


I fatti risalgono al 2007, quando Calogero Crapanzano, maestro in pensione, uccise il figlio disabile a Palermo e si presentò spontaneamente ai carabinieri. Nel 2010 gli sono stati concessi gli arresti domiciliari per l'aggravarsi dello stato di salute causato, spiegò il giudice, anche "dal profondo dolore e senso di colpa per la terribile tragedia vissuta"
ROMA - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concesso la grazia a Calogero Crapanzano, maestro in pensione che uccise il figlio autistico, Angelo, di 27 anni a Palermo. Il 23 giugno 2007, dopo avere strangolato con una corda il figlio, Crapanzano si presentò spontaneamente ai carabinieri confessando il delitto. A riportare la notizia il quotidiano La Repubblica. Dopo la condanna di nove anni e quattro mesi ricevuta nel 2009, l'uomo ha inoltrato la richiesta di grazia attraverso il suo avvocato Giuseppe Sciarrotta. Alla domanda ha allegati due attestati di solidarietà: uno firmato dal missionario laico Biagio Conte, l'altro dal responsabile dell'Ufficio garante delle persone disabili del comune di Corleone, Salvatore Di Giglia. Un gesto, quello di Crapanzano, dietro il quale traspare disperazione, solitudine e "totale assenza delle strutture pubbliche di sostegno ai familiari di persone con queste gravi disabilità" come aveva sottolineato il Gup Lorenzo Matassa nella motivazione della sentenza di primo grado dell'8 novembre 2007.

"Troppe volte ho chiesto aiuto alle istituzioni - disse Crapanzano descrivendo il suo dramma familiare - Ma mi prescrivevano solo psicofarmaci per il mio ragazzo. Ero ormai esasperato da una vita d'inferno. Angelo picchiava me e mia moglie. Qualche volta aveva anche minacciato il suicidio. Dopo l'ennesima crisi del ragazzo, che ci chiedeva di smontare un condizionatore, ho avuto un raptus. E adesso sono pentito". Crapanzano aveva annunciato due anni fa, in un'intervista a livesicilia.it, la sua intenzione di rivolgersi al Capo dello Stato: "Io e mia moglie abbiamo già passato 27 anni di galera. Io non posso andare in carcere. Sto male. Se la condanna verrà confermata in Cassazione, chiederò la grazia al presidente Napolitano. Ha un cuore di padre. Capirà il mio strazio". All'imputato, per cui il pubblico ministero aveva chiesto trent'anni di carcere, furono concesse tutte le attenuanti generiche. All'inizio dello scorso anno, Crapanzano aveva ottenuto gli arresti domiciliari a causa del suo precario stato di salute aggravato, spiegò il giudice "dal profondo dolore e senso di colpa per la terribile tragedia vissuta" e per la mancanza di "profilo di pericolosità sociale". In questi giorni, infine, è il Presidente della Repubblica a mettere fine alla vicenda concedendo la grazia. 
Tratto da SuperAbile
(15 ottobre 2011)

lunedì 10 ottobre 2011

"Disabilità intellettiva, la più dimenticata".

Mariagrazia Arneodo, responsabile della Riabilitazione del Centro don Guanella: "Per noi il disabile intellettivo può diventare cittadino a pieno titolo come tutte le altre persone soltanto se riusciremo a coniugare scienza e amore"

ROMA - Coniugare scienza e amore: solo così il disabile intellettivo può diventare cittadino a pieno titolo. È questo il filo rosso del primo Congresso nazionale dell'Opera Don Guanella al via questa mattina presso il Campidoglio a Roma. L'iniziativa, dal titolo "Le nuove frontiere della disabilità intellettiva: tra scienza e amore", continuerà nei prossimi giorni con altri incontri che si terranno nella sede della Regione Lazio e nella sede dell'Opera intestata al sacerdote che verrà canonizzato il prossimo 23 ottobre. Un momento di riflessione necessario, spiegano gli organizzatori "per moltiplicare gli spazi di incontro con le società scientifiche, le istituzioni, il mondo dei pazienti, del volontariato, dei media, per valorizzare il lavoro dei centri e delle associazioni. Tutto questo sempre nell'ottica del servizio alla persona, in un momento storico di grandi ristrettezze economiche e incertezze valoriali".
"Abbiamo voluto sottolineare che per noi il disabile intellettivo può diventare cittadino a pieno titolo come tutte le altre persone soltanto se riusciremo a coniugare scienza e amore - spiega Mariagrazia Arneodo, responsabile della Riabilitazione del Centro don Guanella di Roma -. Con queste due parole noi abbiamo inteso sia l'impianto tecnico-scientifico e in amore tutta la parte antropologica, umana. Sentiamo che questi tempi hanno bisogno di saper coniugare questi due aspetti. per questo abbiamo coinvolto personalità di spicco a livello internazionale a livello scientifico per quel che riguarda la disabilità intellettiva e contemporaneamente operatori che ci danno la dimensione del concreto, del quotidiano. La sfida del vedere l'altro come un altro te".
Tra le diverse disabilità, spiega Arneodo, quella del disabile intellettivo, "rischia di essere la più dimenticata, perché il disabile non ha la capacità di difendere da sé i propri diritti. A volte non ha neanche la capacità di esprimere ciò che vive, quel che sente e quali le proprie aspirazioni. A noi la responsabilità di assicurare anche alla persona più grave la miglior qualità di vita possibile".
Una riflessione necessaria, aggiunge Arneodo, che anche insieme alla canonizzazione di don Guanella, richiama l'attenzione ai rischi che comporta la politica dei tagli al sociale. "Negli ultimi dieci anni, per le problematiche del commissariamento della Regione e dei tagli delle risorse economiche - ha specificato Arneodo -, i centri di riabilitazione come il nostro che si occupano di disabilità intellettive sono andati incontro a disagi via via crescenti in maniera proporzionale ai tagli. Non solo le rette non si sono adeguate al costo della vita, ma il taglio del budget è arrivato quasi al 20%, complessivamente in dieci anni. I centri stanno facendo fatica a campare e ad assicurare alle persone che hanno in cura una qualità di vita dignitosa". Difficoltà economiche che si fanno sentire non solo nella gestione delle strutture, ma anche sulle famiglie con figli disabili intellettivi.
"Per le famiglie significa essere coinvolti di più anche dal punto di vista economico. Per la normativa regionale sulla compartecipazione alla spesa le famiglie devono provvedere almeno in parte. Tante di queste famiglie sono rappresentate da genitori ormai anziani e quindi è un onere aggiuntivo non indifferente. Questo carico, però, non può essere lasciato solo sulle spalle delle famiglie". Ed è proprio la qualità di vita dei disabili e delle famiglie uno dei temi trattati oggi durante i lavori, mentre nella giornata di domani verranno affrontati i temi della rete dei servizi socio-sanitari, la sindrome di Down ed infine una giornata dedicata alla professione sanitaria e alla relazione d'aiuto.
Tratto da SuperAbile INAIL